Nello studio dell'artista RIK OLSON-
Occidental - California
Scrive: My Bendini in use for larger Linocout
Opera dell'artista Alfredo Furlani Acquaforte, Bulino e Puntasecca
Alfredo Furlani nasce a Trieste nel 1949. Inizia sin da piccolo a divertirsi usando matite, penne, pastelli colorati fino a sperimentare l’acquerello, la tempera e le tecniche miste. Per scopi professionali, legati alla sua laurea in ingegneria civile edile, si specializza in disegno architettonico, ma conserva sempre una gran passione per il disegno a mano libera e riporta su carta, con interpretazione personale, tutto quello che lo circonda.Risale al 1976 la sua iscrizione alla Scuola Libera dell’ Acquaforte “Carlo Sbisà” che frequenta ininterrottamente fino al 2008 con l’insegnante Mirella Sbisà e il maestro Furio de Denaro. Nel 1997 frequenta un corso di acquerello presso la Scuola Internazionale di Illustrazione per l’ Infanzia di Stepan Zavrel, a Sarmede. Dalla seconda metà degli anni novanta è assiduo frequentatore, presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia di Matilde Dolcetti, dei corsi estivi di acquerello, disegno, tecniche miste, carnet de voyage e, più recentemente, dei seminari di calligrafia, organizzati dall’ insegnante Kathryn Shank Frate con maestri provenienti da tutto il mondo. Fa parte della VIS (Venetiae Incipit Scriptorium), e partecipa alle attività dell’ associazione. Dal 2008 è iscritto al Laboratorio di tecniche incisorie PRINTS (Presenze Incise a Trieste), dove pratica l’ acquaforte, il bulino, la ceramolle, la puntasecca, la mezzatinta e la xilografia. Appassionato di montagna, si dedica alla scultura del legno in Val Gardena, e all’ acquerello en plein air sulle Pale di S. Martino, con l’ insegnante Silvia de Bastiani.
Ha all’ attivo una quarantina di mostre collettive ospitate a Venezia, Roma, Vienna, Chrudim e nelle principali gallerie di Trieste (dal 1966 al 2019).
Opera dell'artista Alfredo Furlani
Titolo:" Cattedrale di San Giusto" Trieste
Tecnica: Acquaforte - n.8 morsure
Matrice di rame mm84x122.
Inviata per gli auguri di Natale 2022 , molto modestamente aggiunge: Tutto merito del suo torchio!!
18 Agosto 2020
Del tutto piacevolmente imprevista la quinta mostra di acqueforti di Giorgio Voltattorni M. intitolata "Filigrane di luce", allestita nei suggestivi ambienti del Convivium Maranense, al Paese Alto di Cupra Marittima, a pochi metri dalla sua casa-studio. Probabilmente sarà il suo più bell’appuntamento con gli appassionati di grafica d’arte, perché lo spazio espositivo ha imposto all’autore una severa selezione delle opere. Dunque l’artista cuprense presenterà una scelta di sole 60 incisioni fra le circa 200 della sua produzione grafica, molte delle quali del tutto inedite poiché realizzate in pieno lockdown. Non mancheranno quelle dedicate alle "Porte" e alcuni esempi scelti dal corposo ciclo "Cartoline da..."
Gli artisti Chiara Toni e Vladimiro Elvieri
Mentre fuori, sulle colline, splendeva un sole dorato che invitava alle passeggiate, dentro, nello studio, brillava il sole della creazione artistica. Sottoposta alla pressione del torchio calcografico, nasceva l'ultima incisione di Chiara, intitolata "Metis" (puntasecca e carta abrasiva su plexiglas + perforazione su forex, cm. 50 x 70, carta nera). Un pomeriggio nel quale le visioni si sovrapponevano e dilatavano gli spazi mentali, tra inchiostri e carte nere.... poi, uscirono a riveder le stelle !
Gli artisti Chiara Toni e Vladimiro Elvieri alla preparazione di stampa
Opera dell'artista Vladimiro Elvieri.
Ristampa di una incisione a puntasecca e tecn. Goetz su plexiglas (2 matrici) del 1995, con inchiostri argento e nero su carta marrone (tecnica dell'autore).
Titolo:Acquaforte e acquatinta
Autore: Lucio Maria Marangoni
Matrice zinco :mm296x210
Anno di esecuzione:2021
Carta Magnani
Opera dell'artista Prof.Maria Agata Amato.
Titolo "Il velo di Agata"
Tecnica: Acquaforte,acquatinta e puntasecca
Stampata in tre colori rosso,bordeaux e nero
matrice mm296x235
In ricordo della docente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna Prof. Maria Agata Amato insieme ai colleghi Prof. AnnaMaria Stanghellini e
Prof Agim Sako.
..pronto per la spedizione
L'artista e docente Pilar Dominguez alla stampa di una sua opera con torchio calcografico Bendini mod.Liv73
Opera dell'artista Giovanni Simione
È un'incisione calcogragica concepita nel pieno del dedito poetico-creativo e acquisito strumentale (torchio e relativo laboratorio), e in un frangente sufficientemente serenamente propizio allo svolgimento di quell'attività dove ogni fase, sebbene puntualmente programmare, deve, poi, necessariamente contemperare la vividezza dell'immaginazione con il pur sempre dubbio risultato tecnico, caratteristica, questa, che fa della calcografia un'arte ammaliante, fatucchiera, alla cui fascinazione nessun artiere pare sfuggire.
La suggestione di uno spazio antropico in divenire, fermento di vita, è il "leitmotiv" che sostiene l'impianto formale di questo restituito iconico.
Una sacca uterina primordiale accoglie nelle buie viscere di quanto già testimonianza altra, la speranza larvale e ritmico-musicale qui assunta a genia in essere.
Il curvilineo filiforme di quel fermento diventa forza motrice che proietta le individualità semiche nell'unico spazio-luce dove tutto è vita, tutto è possibilità, e così che un principio morfologico diventa al contempo genesi ed evoluzione di sé: la dialettica dicotomia zoo/antropomorfo...
Le campiture aeree (chiare) sono il risultato di irregolari graniture di acquatinta con bitume giudaico, ulteriormente supportate da dilavature acide a pennello, direttamente esperitevsul nudo della matrice. I filiformi elementi sono necessariamente un riscontro dell'acquafore, così pure i nuclei semici sebbene, ovviamente, di una più decisa morsura.L'accolto d'humus è, invece, il portato proprio di un'acquatinta di maniera, sebbene a tratti lasciata espandersi oltre il dovuto.
Bendini Mirella Torchi Calcografici LIV
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