Un ricordo del Prof. Cesare Pacitti
In ricordo di Mario Leoni, Deborah Whitman e Cesare Castagnoli.
«Con Mario Leoni, in via Sant'Apollonia — via importante per la storia
dell'incisione italiana — collaborava una bellissima ragazza
americana, alta, bionda, con capelli lunghissimi: si chiamava Deborah
Whitman. La conobbi mentre, a piedi nudi e con le mani immerse
nell'inchiostro, stampava una lastra di Luciano De Vita. Era una
matrice ostica a trattenere l'inchiostro, tipica dell'autore, che
richiedeva esperienza e maestria.
Mario Leoni mi accolse nel suo studio-stamperia come un fratello. Mi
indicò dove acquistare le lastre di metallo da incidere e le cere, e mi
rivelò alcune soluzioni alle quali ricorreva. Mi raccontò tutto sui
comportamenti degli inchiostri. Tutto.
Mi incerò la lastra con una cera che preparava lui, della quale mi
rivelò la formula: la feci mia e ho continuato a divulgarla quando ho
insegnato Tecniche dell'Incisione alle Accademie di Belle Arti di Roma
e di Macerata. Acidò la lastra e me ne fece stampare un paio di copie
da Deborah.
Gli espressi tutta la mia ammirazione. Osservò l'incisione, ne apprezzò
il tratto e mi indirizzò alla galleria d'arte «La Colomba» di Cesare
Castagnoli: “vai a nome mio, presentati e fagli vedere le
incisioni”. Così feci. Mi offrì, senza esitare, ventimila lire per due
fogli. Accettai: erano i primi soldi che realizzavo da un gallerista
vero. Enzo Rossi Roiss, scrittore e critico, le battezzò le
“Ariostesche”. Fu l'inizio di una lunga, fattiva collaborazione.
Era il 1967.»
Cesare Pacitti